L'FBI chiude Megaupload, il portale di download piu' conosciuto al mondo, accusando sito, fondatori e curatori di copyright infringement.
Accade cosi', osservando i meri fatti, che sette persone non americane vengano arrestate in paesi stranieri per aver, secondo l'accusa, infranto il copyright. Tra questi, Kim Schmitz, fondatore e ideatore di Megaupload, Megavideo e cugini vari, residente in Nuova Zelanda al momento dell'arresto (con tanto di cooperazione da parte della polizia neozelandese).
Accade cosi' che, facendo quella che al momento e' la migliore analisi pervenuta sulla facenda, "i liberali" uccidono internet e l'America inizia a sentire la mancanza di Bush.
Obama, dapprima contrario alla SOPA, appare ora evidentemente d'accordo con l'azione dello stato della Virginia di far chiudere il sito di file-sharing.
La reazione da parte del popolo del web non si e' fatta attendere. Oltre all'indignazione e allo sconforto (prevedibili) dei milioni di utenti che veneravano il sito da tutte le parti del mondo, anche azioni piu' dure sono state svolte in risposta alla chiusura di Megaupload: anonimi hanno difatti oscurato e hackerato i siti justice.gov, mpaa.org, riaa.org e universalmusic.com, ritenuti responsabili.
Su Facebook, naturalmente, compaiono gia' le prime pagine dedicate al sito, prime tra cui Salviamo Megavideo e Riapriamo Megaupload.
Quale, dunque, il futuro del web? Ci si avvicina a una dura epoca di censura e stiamo assistendo alla fine di un'era, o siamo davanti al solito "colpirne uno per educarne cento" tanto caro alla giustizia americana ?
Ma noi possiamo ribaltare la situazione e come dice la pagina Facebook Salviamo Megavideo "Noi possiamo fare la differenza! Abbiamo salvato già una volta Nonciclopedia, Wikipedia, ora tocca a Megavideo che è pur sempre una fonte di informazione!"
Diamoci da fare per salvarli!!
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